NUREMBERG - NORIMBERGA, 2025

Norimberga


Nuremberg (2025) è un brutto rifacimento di “Judgement at Nuremberg” (tradotto impropriamente in Italiano in Vincitori e vinti”), pellicola del 1961 con un cast stellare (Spencer Tracy, Burt Lancaster, Montgomery Clift, Marlene Dietrich, Richard Widmark, Judy Garland, William Shartner ecc.).

“Norimberga”, tratto dal romanzo “Il nazista e lo psichiatra” del giornalista americano Jack El-Hai, ruota attorno alla storia dello psichiatra dell'esercito statunitense, il maggiore Douglas Kelley, che dal 7 maggio 1945, data della resa della Germania nazista, è spedito nella prigione di Norimberga per seguire 22 dei 24 criminali di guerra tedeschi del primo processo di Norimberga.  I due illustri assenti erano: Martin Bormann, il Segretario del Partito nazista, che non fu catturato e quindi condannato in contumacia e l’anziano Gustav Krupp von Bohlen und Halbach, uno tra i maggiori industriali tedeschi, che non fu processato per motivi di salute.

L’attore statunitense di origini egiziane Rami Said Malek che veste i panni di Kelley, il vero protagonista della nuova Norimberga, è poco credibile nel ruolo, per niente somigliante all’originale con quel sorriso beffardo e ironico sempre stampato sul volto, molto più adatto a una sit comedy o un musical come quello su Freddy Mercury.

Il Maggiore Dr. Douglas Kelley

 

La foto del Maggiore Douglas Kelley è tratta dal sito https://allthatsinteresting.com/douglas-kelley

Il bravo Russel Crowe veste bene i panni di Hermann Goering, nonostante l’altezza e la stazza siano differenti, il regista olandese James Platten Vanderbilt è stato geniale con le inquadrature molto strette e oblique a farlo apparire più alto e più grande del reale. L’interpretazione di Russel è stata intensa e psicoanalitica, peccato che sia stata offuscata da questa marionetta, descritta senza arte ne parte che terminerà la sua esistenza nel 1958 con un suicidio.

Se i 148 minuti di Norimberga contro i 178 di Judgment at Nuremberg avevano la stessa finalità ovvero descrivere la storia dei vinti - nello specifico di questo sconosciuto medico americano che ha passato circa due anni della sua vita ad avere sedute e colloqui psichiatrici con i criminali nazisti, nell’intento di scoprire le motivazioni delle loro azioni malvagie - il risultato è stato mediocre.

Le intenzioni erano buone cioè spostare l’attenzione sulle vittime, dirette e indirette del nazismo, più che sui carnefici, perché il delirio di onnipotenza di Goering e della sua banda criminale ha condizionato l’esistenza di questo trentatreenne ufficiale statunitense, forse troppo giovane e inesperto per l’incarico affidatogli.

Sicuramente la finzione voleva fare di lui il tipico eroe della provincia americana, anche lui dimenticato dai più, ma che ha contribuito a scrivere la storia dell’olocausto. Indubbiamente dobbiamo anche a lui se oggi sappiamo quasi tutto sulla “banalità del male” nella Germania hitleriana, ma alla fine resta un minore della storia, un perdente che dopo una vita di eccessi, ha scelto di morire con una fiala di cianuro, esattamente come il suo paziente Hermann. Emulazione? Relazione tossica? Burnout? Chissà!

Tutti gli altri personaggi del film hanno ruoli insignificanti: la giornalista a caccia di notizie, il giudice inglese che salva all’ultimo una situazione alquanto compromessa, il giovane soldato che solo alla fine del film svela di essere ebreo come se fosse un tabù indicibile. Anche il grande Giudice e politico statunitense Robert Houghwout Jackson (interpretato da Michael Shannon), il fondatore del diritto internazionale per aver voluto intensamente e organizzato questo primo processo sovranazionale contro i crimini di guerra e contro l’umanità, viene descritto come un debole, un indeciso, un piccolo uomo che ha grandi sogni e ideali ma sempre figura minore rispetto allo spessore storico che altre pellicole gli hanno giustamente riconosciuto.

Il Giudice Robert Houghwout Jackson

Rispetto ai film sulla soluzione finale degli anni ’80, ’90 del ‘900 e dei primi decenni del XXI secolo il serpeggiante antisemitismo e razzismo si denota dal fatto che in questo film gli ebrei sono ridotti al silenzio, non parlano, non si vedono (ad eccezione di uno che agisce in incognita), se non “cadaveri” nel documentario tratto dalle vere immagini scioccanti, proiettate durante il processo di Norimberga e che all’epoca fece inorridire gran parte dei presenti.

Si consiglia la visione del film per la regia, le musiche drammatiche e i fatti storici minori: voto 6.

Trailer originale

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