
Sono passati dieci anni dalla morte dell'insuperabile e inimitabile DAVID BOWIE e mai avrei pensato nella mia vita di ricordarlo con una serata speciale al PLANETARIO DI CAGLIARI.
Bowie l'ho seguito in tutti i modi: andando ai suoi concerti dal vivo, andando alle mostre a lui dedicate, seguendo suoi concerti al cinema, partecipando a conferenze universitarie a lui dedicate, andando al cinema a vedere i suoi film o quelle pellicole dove vi era un suo piccolo cameo, guardando in TV e in sala documentari sulla sua vita, sentendo sue interviste, raccogliendo sue foto e articoli in un diario, facendogli ritratti, comprando libri biografici, CD di concerti, raccolte, dischi in vinile, 35 giri, VHS, cassette, podcast, quadri, poster, foto, orologi e oggetti che lo ritraevano ... però non mi era mai capitato di ONORARLO studiando le stelle.
E' stata una serata molto emozionante, organizzata dall'astrofisico cagliaritano e direttore del planetarium MANUEL FLORIS, neanche a dirlo suo sfegatato fans. Abbiamo osservato il cielo facendo vari tuffi nel passato: quando Bowie è nato nel cielo londinese dell'08 gennaio 1947; quando sono sbarcati i primi uomini sulla luna il 20 luglio 1969; quando il 12 maggio 2013 l'astronauta canadese, comandante della missione, Chris Hadfield ha reinterpretato Space Oddity nella Stazione Spaziale Internazionale (IIS); quando il 06 febbraio 2018 è stata lanciata in orbita da Elon Musk, per la prima volta nella storia un auto, la Tesla; quando è partita la prima esplorazione spaziale su Marte con il land rover della Nasa Opportunity che ha toccato il suolo del pianeta rosso il 25 gennaio 2004 (missione durata circa 15 anni); il cielo di New York del 10 gennaio 2016, quando David Bowie si spense all'età di 69 anni; e infine il cielo visto da Cagliari a 10 anni dalla morte del grande Bowie!
Un viaggio musicale che è durato un'ora con l'ascolto dei brani più significativi dell'Uomo caduto sulla terra: Space Oddity, Ziggy Stardust, Lady Stardust, Life on Mars, Ash to Ash ecc. Gli anni della carriera musicale ripercorsi sono quelli del primo Bowie Polvere di stelle, dalla fine degli anni '60 a metà degli anni '70 del secolo scorso; gli anni in cui un timido ma determinato e geniale David Robert Jones muoveva i primi passi nella musica beat anglossassone per poi dar vita a un nuovo genere musicale (Space rock psichedelico) e con l'intuito che lo ha sempre contraddistinto, anticipava tramite il suo cantautorato, l'era delle esplorazioni spaziali.
Il Professor Floris ha sottolineato più volte che il 45 giri prodotto della Philips Mercury, Space Oddity (il brano che ha reso Bowie famoso in tutto il globo) è uscito l'11 luglio 1969, appena 9 giorni prima della celebre frase pronunciata da Neil Armstrong mettendo piede sul satellite della Terra "Un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità", e se si vuole essere precisi, appena 5 giorni prima dal lancio della navicella spaziale Apollo 11 da Cape Canaveral, dove vi è il Kennedy Space Center della NASA. Era già scritto nelle stelle che quella "Stranezza spaziale", ispirata alla pellicola 2001: A Space Odyssey del 1968, sarebbe stata la colonna sonora per gli inglesi di quel primo Moon landing del luglio '69.
Tutta la carriera di Bowie è strettamente legata alle forze spirituali provenienti dallo spazio, anche nella sua arte pittorica e cinematografica stelle, pianeti, satelliti hanno sempre fatto parte del suo mondo. L'ultimo suo lavoro in vita "Blackstar" (l'unico brano recente tra quelli trasmessi durante l'evento commemorativo e omonimo del penultimo LP di Bowie), uscito il giorno del suo 69° compleanno e a due giorni dalla sua morte, chiude pertanto un cerchio. Il bel video musicale di Blackstar spiega benissimo che fine ha fatto quel Maggiore Tom che nel lontano 1969 aveva scelto di non tornare sul pianeta blu ma preferiì con la sua navicella galleggiare nello spazio. fino a...